Ti ho ritrovata moglie e
infante nelle stesse braccia,
nell'istante stesso in cui collassa il mio respiro
tu prendi giovane e ridente atto, appena sopra la tua spalla.
E chiedo pietà a tutto il cielo
perchè io possa tastarti e ornarti
d'ogni intima,segreta preghiera,
di cui parte dolce son le tue fattezze;
nulla più, se non le dita,
nessun dove, se non le tue spoglie carni.
Si è calato
per divorarmi il cuore,
con semplice passione
e disimpegno nel percepirmi
così passivo.
Ha la forma
di una spina dorsale;
felicemente, contrae
ogni mio muscolo
nel tentativo di districarsi.
Come posso impedirlo,
come?
Pelle morta rapita dalle dita,
denti batton ritmi dolorosi
e nelle mie tempie deliri stringono
così delicatamente,
senza premura ne baccano;
piccoli solchi
come ospiti,
due chiodi.
Dimmi che strapparmi in mille pezzi
cadendo a terra senza vita
espiera' la morte che
soggiorna gli angoli piu' bui
della mia carne.
Così,
come fu Lui, pacato e mite,
travaso sangue in lacrime salate
per poter decifrare
lontani impulsi in
vicini, ignoti stimoli.
Labile e morbido
ricado riflessivo
perche' almeno questo mondo
non mi spezzi in schegge
per sempre infrante,
per sempre fini,
per sempre sole,
per sempre mute.
Cosa fai?
Che stai facendo, ora?
Quanto pesa l'ombra della tua gonna
fra le tue cosce infantilmente lisce?
Calda...
...calda e bollente,
talmente danzava il mio cuore
senza conoscere sosta,
senza specchiarsi nel controllo
e poi un battere, un
palpitare forte
ma sordo
le mani di una prigione
la costrizione
l'attesa, l'angoscia, la partenza
il ritorno
le braccia che non sono piu' tue
ma di una mimesi maledettamente
lontana e lacrimosa.
Lontana.
Vorrei una data, un giorno
e vorrei un biglietto,
così come bramo il luccichio della mia anima negli occhi,
un morbido candido fazzoletto
che assorba questo bruciore nello stomaco,
nel cuore.
Voglio buttare queste ossa provate,
rifarmi speranze, sudando lacrime
e assopendo solo l'angoscia...
...e tutto il resto...
...tutto il resto, lo vivremo
davvero
distanti?
Ti amo.
Ho sentito Dio
mordermi le gambe
in quella notte di ceneri
rosse,
stremato come un viaggiatore ignoto,
di un ansimare
intime e
crescente.
Fra i tuoi seni
ne echeggia ancora
il canto.
E tremavo
al solo pensare
di non poter piu' rivederti,
in quell'istante
io tradivo ogni natura,
tremante per il peso dei ricordi
per il peso
dei ricordi
Dimmi, amore mio
questo non è forse
curarsi i mali
senza sangue?
Quando cadevo fra le tue
coscie nude,
le piu' fredde ch'io
abbia mai immaginato,
mentre spartivo
la mia pelle
in silenti giochi
di tattile delicatezza,
non credevo al luccicar degli occhi,
e solo allora fra le braccia
tu mi accolsi.
E tremavo
al solo pensare
di non poter piu' rivederti,
in quell'istante
io tradivo ogni natura,
tremante per il peso dei ricordi
per il peso
dei ricordi
Dimmi, amore mio
questo non è forse
curarsi i mali
senza sangue?
Non guardarmi così
ti prego.
Non accarezzarti
distrattamente
il collo.
Non cantare parole
che non posso sentire
accanto a te.
E quella bocca,
quella bocca, quegli occhi
non guardarmi, ti prego.
Copri quella spalla,
o potrei arrivarci;
toccami ancora fra i capelli che ho
freschi come quelle lenzuola
spietatamente consumate
tra l'amore dei nostri corpi.
Sii magnanima nello spogliarmi
d'ogni calmezza,
sii composta nel cascare di quella pezza
che errante copre le tue carni.
Ti desidero, e poggio
sui tuoi puramente
tondi e malleabili seni.
Ti amo.
Ti amo... tienimi ancora stretto.
Ti amo.

Le rimozioni sono i singhiozzi dell'anima .
Sento
percorrere
con te
l'unica strada priva
d'un rassicurante ritorno
e sento
nel tuo volto,
nelle tue parole
l'unica presenza degna
delle mie fatiche sottopelle.
Tutto questo è fresco
come il semplice
spumoso blu.
Ti percepisco
ti seguo sempre,
ricordo il flebil schianto
d'onde piccole
su quelle rive.
Ti amo, nelle carezze
ti amo, vicina e calda.
Ti amo, piccola mia...
Quando dormi, sei stupenda.

La sera, è il memento mori piu' dolce, esplicito e trascurato possibile.
(osservandola cadere
mentr'avanzavo con la mia auto
sotto un ponte breve
il mio sguardo perso, in alto)
Dimmi che non è vero.
Dimmi che è solo vomito.
Ti ho protetta sinora,
ti ho accarezzata
lontana
da ogni sorta
di distruttiva
aggressivita'.
Non posso farti del male.
Dimmi dove ti ho condotta,
allora,
se non nel pianto che
mi celi convinta,
se non nella fiducia
sgretolarsi
fra le dita.
Dove ti ho portata, amore mio?
Dove ti ho portata, amore, dove?
Ho ancora terrore delle porte
squarciate sulla mia
anima di tela;
ho ancor timore di toccarti
ove il tocco puo' sol
distruggere e impedire.
T'amo, t'amo, t'amo
e prego il tuo perdono
t'amo, ti amo, ti amo
e lo sento staccarsi
da qua.
Questo sporco
conteso
cuore.

Capitano anche quelle notti.
Talmente immerso, talmente rapito dal sogno, talmente sconvolto nell'inconscio e nell'innocenza della disinvoltura piu' totale...
In quel sogno vivevo il ruolo di un infantile me stesso.
Scappavo con amici e conoscenze;
mi buttavo in una mischia sconosciuta
tutto era così gioiosamente vivo e, un giorno,
anche irripetibile.
Ma quanto costa sorridere?
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Squilla il mio professionale telefono mobile.
Ti rispondo.
Ma chi sei?
Ascolto la tua voce,
ti figuro vendicatrice,
ti percepisco strozzata
dall'apparecchio.
Ma chi sei?
Mi parli e gia' so
che mai piu' te ne andrai
da qui,
da questo sprazzo di
lucidita'
che chiamo preziosamente
memoria.
Frasi, insulti, frasi
frasi sconnesse, d'odio
rancore e pianto e odio
e rancore e odio e pianto
e vuoi uccidermi
uccidermi
UCCIDERMI
e non so perche'
l'ho ucciso, ma chi
chi, chi, cazzo, chi
l'ho ucciso tuo chi
chi marito
ucciso ho ucciso tuo
marito ma chi è
guidava un camion
parli camion troppo
veloce marito
parli veloce troppo
non capisco e troppo
paura ho ucciso ho
paura terrore paura
aiuto sto urlando mi sento
mi sento mi sento mi sento
mi senti e ti sento e urlo
in pace lasciami in pace
LASCIAMI IN PACE
LASCIAMI
IN PACE
LASCIAMI
IN
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Sono consapevole di gridare quando mi sveglio.
E' proprio per la mia voce, che mi sono svegliato.
Ma, seduto sul mio urlo, spasmo.
Ho spinto le coperte fino alla fine del letto.
Ora urlo consciamente, per farti sentire
che sto male, ho paura
e penso ad un nostro abbraccio.
Dio, quanto terrore.
Mi copro di corsa. Mi copro fino a sotto il collo.
Mi giro, su un fianco,
raccogliendomi in resti
terrorizzati.
Sarebbe stato stupido abbracciarti?
Capitano anche quelle notti.
Capita che squarci la notte senza una
minima e controllata pieta'.
Capita che sogni
(sarebbe stato stupido abbracciarti?)
minacce, che qualcuno voglia
zittirti per sempre, e anche se un dito sulle tue labbra
(sarebbe stato stupido abbracciarti?)
fosse bastato per tutta la vita,
(sarebbe stato, ora, stupido, abbracciarti?)
pretendi all'estremo del tuo Io
(sarebbe stato, prima, stupido, abbracciarti?)
immagini di distillata paura,
vera o falsa
(sarebbe stato ... stupido ...)
che sia.
Capita che squarci la notte
perche' tu squarciato da lei stessa
capita che tu necessiti di un abbraccio
per tornare a dormire
e che una sola persona possa donartelo,
ed è lì affianco.
Ma capita che è quella persona,
ad averti squarciato,
non importa quando,
per sempre.
(Si, sarebbe stato stupido abbracciarti.)